Ucraina, accordo Ue sull’uso degli extraprofitti derivanti dai beni congelati alla Russia

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(Adnkronos) – C’è l’accordo Ue sull’uso degli extraprofitti derivanti dai beni congelati alla Russia. I rappresentanti permanenti degli Stati membri hanno trovato un’intesa di principio in Coreper sull’uso dei proventi rivenienti dal congelamento nei bilanci delle società di clearing (Euroclear e Clearstream) degli asset della Banca centrale russa, colpiti dalle sanzioni per la guerra all’Ucraina. Lo hanno anticipato più fonti a Bruxelles e lo ha confermato, poco dopo, la presidenza di turno belga, via social.  

Si tratta non del capitale (oltre 200 miliardi di euro che la Banca centrale russa conservava nell’Ue nel febbraio 2022), che rimane congelato e di proprietà dell’istituto di emissione, ma dei proventi derivanti dall’impiego dei rendimenti che quei beni producono nel tempo (per esempio, le cedole dei bond): quelle somme, non potendo essere trasferite al legittimo proprietario per via delle sanzioni, rimangono nei bilanci delle società di clearing, le quali, potendone disporre, li reimpiegano, traendone profitto. Si tratta, nell’interpretazione che ne è stata data a Bruxelles, di sanzioni che colpiscono in ultima analisi le società di clearing, che dal congelamento di quegli asset traevano utili.  

A riprova, si è spesso citato il fatto che lo Stato belga tassava quegli extraprofitti che ora, nelle intenzioni dell’Ue, dovrebbero essere impiegati per sostenere l’Ucraina anche sul piano militare. Allo stato, si stima che si tratti di circa 3 mld di euro l’anno. La commissione che le società di clearing potranno trattenere a fronte della gestione di quegli asset è stata fissata allo 0,3%, ed è più bassa di quanto ipotizzato in precedenza. Il 90% delle somme verrà usato per finanziare la European Peace Facility, lo strumento fuori bilancio dell’Ue che viene usato per finanziare gli aiuti militari all’Ucraina, mentre il 10% andrà a finanziare la Ukraine Facility, lo strumento che viene utilizzato per l’assistenza macrofinanziaria allo Stato ucraino, per sostenerne il funzionamento durante la guerra.  

“Accolgo con favore l’accordo politico di oggi sulla nostra proposta di utilizzare i proventi delle attività russe immobilizzate a favore dell’Ucraina. Non potrebbe esserci simbolo più forte e utilizzo migliore per quei soldi che rendere l’Ucraina e tutta l’Europa un posto più sicuro in cui vivere”, afferma la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, via social.