Migranti, Enac blocca voli Ong. Sea Watch: “Non ci fermeremo”

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(Adnkronos) – Arrivano le reazioni delle Ong all’ordinanza con cui l’Enac, Ente nazionale per l’aviazione civile, decreta “l’interdizione all’operatività dei velivoli e delle imbarcazioni Ong sullo scenario del Mediterraneo centrale”. La portavoce di Sea Watch, Giorgia Linardi, parla di “uno strumento di pura propaganda elettorale in vista delle elezioni europee e che arriva, non a caso, nello stesso giorno della visita di Meloni in Libia e pochi giorni dopo l’incontro del ministro Piantedosi con le autorità tunisine e algerine nel tentativo di bloccare gli arrivi dei migranti verso l’Italia durante la campagna elettorale”.  

Un documento davanti al quale Sea Watch promette battaglia e che comunque non fermerà l’azione del velivolo Sea Bird fondamentale nel segnalare imbarcazioni in difficoltà ma anche per mostrare, con foto e video, quello che accade nel Mediterraneo. “Noi continueremo le nostre operazioni di volo – afferma Linardi – e abbiamo seri dubbi rispetto alla legittimità di un documento pubblicato dall’Enac e che va a imporre il monopolio di Stato sul soccorso in mare, assolutamente in contrasto con il diritto internazionale che noi invece rispettiamo attraverso le nostre operazioni di monitoraggio”. Per la Ong l’obiettivo è chiaro: “Si tratta di un altro tentativo di cercare di bendare gli occhi della società civile in mare che ovviamente cercheremo di contrastare, come abbiamo sempre fatto, perché ne abbiamo pieno diritto e perché ce lo impone il diritto internazionale” conclude Linardi.  

Per Sos Mediterranee l’ordinanza dell’Enac “è un altro provvedimento che discrimina il soccorso in mare e che vuole svotare il Mediterraneo”. La Ong ha dato mandato ai suoi legali per analizzare il provvedimento ma su quale sia l’obiettivo ha pochi dubbi. “E’ un’ordinanza votata a svuotare ancora di più il Mediterraneo da mezzi e da assetti che sono fondamentali per la ricerca e il soccorso – aggiunge il portavoce Francesco Creazzo – e questo è grave perché indebolisce la capacità di soccorso che è un obbligo legale”.