Gaza, media: bombardata altra scuola Unrwa, diversi morti

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(Adnkronos) – Diverse persone sono rimaste uccise nel campo profughi di al Shati, nel nord della Striscia di Gaza, dove è stata colpita una scuola dell’Unrwa durante un bombardamento israeliano. Lo scrive al Jazeera, aggiungendo che nella struttura, gestita dalle Nazioni Unite e che ospitava sfollati, ci sono molti feriti. 

La notizia arriva mentre nelle ultime ore è continuato a salire il bilancio delle vittime del precedente attacco alla scuola del’Unrwa di Nuseirat, che ha provocato 40 morti. In questo caso l’esercito israeliano ha dichiarato di aver effettuato un attacco contro una scuola dell’Unrwa che ospitava un “complesso di Hamas”. Le Forze della Difesa israeliana (Idf) hanno reso note le identità dei nove miliziani di Hamas e della Jihad Islamica che sono stati uccisi nel raid. “Alcuni di questi terroristi hanno partecipato al massacro del 7 ottobre. Perseguiremo chiunque abbia partecipato al massacro del 7 ottobre”, ha affermato il portavoce delle Idf, il contrammiraglio Daniel Hagari, in una conferenza stampa. 

Intanto i media americani fanno sapere che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parlerà in una sessione congiunta del Congresso Usa il 24 luglio. “L’incontro bipartisan e bicamerale simboleggia la relazione duratura tra Stati Uniti e Israele e offrirà al primo ministro Netanyahu l’opportunità di condividere la visione del governo israeliano per difendere la democrazia, combattere il terrorismo e stabilire una pace giusta e duratura nella regione”, hanno affermato il presidente della Camera repubblicana Mike Johnson e il leader della minoranza al Senato, Mitch McConnell, in una dichiarazione congiunta. 

Secondo il presidente degli Stati Uniti Joe Biden Netanyahu ha ascoltato i suoi avvertimenti contro una grande offensiva militare a Rafah, adattando i piani dell’Idf a un’operazione più mirata. Alla domanda, in un’intervista con Abc News se pensa che il premier israeliano lo stia ascoltando, Biden ha risposto: “Penso che mi stia ascoltando”. “Stavano per entrare a tutto campo a Rafah – invadere tutta Rafah, entrare in città, conquistarla, muoversi con tutte le forze. Non l’hanno fatto”, ha affermato il presidente Usa che, alla domanda se pensa che Netanyahu si atterrà alla proposta di accordo con gli ostaggi presentata da Israele la scorsa settimana, Biden ha risposto: “Ha detto pubblicamente che lo farà. I nostri amici europei sono d’accordo. Dobbiamo ottenere un cessate il fuoco”. 

Il segretario di Stato americano Antony Blinken si recherà in Israele all’inizio della prossima settimana. Lo scrive il quotidiano israeliano Israel Hayom sottolineando che la visita di Blinken arriva mentre sono in stallo i negoziati per il rilascio degli ostaggi e il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. 

“Hamas non consegnerà le sue armi, né firmerà una proposta che lo richieda”, sarebbe il messaggio del leader di Hamas nella Striscia di Gaza, Yahya Sinwar, consegnato ai mediatori arabi riguardo all’ultima proposta di accordo presentata dall’amministrazione Biden secondo il Wall Street Journal. In precedenza una fonte egiziana aveva detto di aver ricevuto ”segnali positivi” da Hamas sull’ultima proposta di accordo e di aspettarsi una risposta nei prossimi giorni. 

Nel frattempo il procuratore generale Gali Baharav-Miara ha chiesto la formazione di una commissione statale d’inchiesta per esaminare gli eventi della guerra tra Israele e Hamas. Lo rendono noto i media israeliani, secondo i quali la richiesta nasce nel tentativo di contrastare le critiche internazionali contro Israele. 

Numerosi attacchi sono stati effettuati da Israele nella notte e nelle prime ore del mattino in Cisgiordania, scrive l’agenzia palestinese Wafa, precisando che i raid hanno preso di mira villaggi e città dopo l’uccisione di tre giovani a Jenin. Una folla di migliaia di persone ha formato una marcia funebre per i tre giovani palestinesi, di età compresa tra i 17 e i 24 anni, che sono stati uccisi ieri dalle forze israeliane. 

Aerei israeliani hanno inoltre effettuato un attacco aereo su Jabal al Rihane, nel sud del Libano secondo quanto riferito dal quotidiano libanese Al Akhbar, affiliato a Hezbollah. 

Riprenderanno questo pomeriggio le consegne di aiuti umanitari attraverso il molo costruito dagli americani al largo della Striscia di Gaza e danneggiato a causa di una mareggiata a maggio. Lo rende noto l’emittente israeliana Kan. Il molo provvisorio è stato operativo solo per due settimane prima di essere portato al porto israeliano di Ashdod, a 30 chilometri di distanza, per le riparazioni. 

Nelle due settimane di attività oltre mille tonnellate di aiuti umanitari sono state consegnate ai civili nell’enclave palestinese, come hanno riferito i funzionari americani. 

Hamas ”resta fiducioso” di poter sopravvivere alla guerra in corso nella Striscia di Gaza, sostengono gli analisti dell’Istituto per lo studio della guerra (Isw) e del Critical Threats Project (Ctp), secondo i quali la convinzione di Hamas di resistere al conflitto si è ”consolidata” dopo la riduzione delle operazioni militari di terra da parte delle Forze di difesa israeliane (Idf) a Gaza. Tra l’altro Hamas, scrivono i think tank in un rapporto congiunto diffuso a Washington, Hamas sta usando la tattica di combattere e poi ritirarsi in aree dove non operano le forze israeliane per ”riposarsi e ricostituirsi”.