Rubner grandi strutture in legno compie 50 anni e archivia il 2023 con un fatturato consolidato a quota € 175 mln

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(Adnkronos) – Storie in legno dell’ultimo mezzo secolo 

Milano, 24 giugno 2024. Rubner Grandi Strutture in legno, specializzata in grandi opere architettoniche in legno ingegnerizzate, taglia il traguardo dei 50 anni di attività e chiude il 2023 con un fatturato consolidato di 175 mln di euro. Con sede a Bressanone e consociate in Francia, Austria e Germania, Rubner Grandi Strutture in legno rappresenta il settore più dinamico e tecnologicamente avanzato del Gruppo Rubner, realtà a conduzione familiare dalla vocazione internazionale che presidia tutta la filiera del legno: dalla produzione di segati, semilavorati in abete e pannelli in legno, a quella di porte e finestre, case mono e bifamigliari, fino appunto alle grandi strutture architettoniche. “Dopo la crescita degli anni passati – sottolinea Peter Rosatti, ceo di Rubner Grandi Strutture in Legno – il 2023 è stato un anno di consolidamento in cui abbiamo concluso progetti all’avanguardia come Roots ad Amburgo, il multipiano di 20 piani e 72 metri d’altezza più alto della Germania, e il Fish Market a Sydney.”  

Fondata nel 1974, in questi 50 anni di attività, Rubner Grandi Strutture in legno ha realizzato oltre 7.500 progetti che spaziano dagli edifici multipiani alle facciate e agli involucri edilizi, dai progetti speciali alla realizzazione di strutture di grandi dimensioni con coperture imponenti e campate di grande luce senza appoggi intermedi per il mondo dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Ne sono un esempio, in ambito progetti speciali, le due cupole per deposito carbone realizzate per Enel a Brindisi, le più grandi d’Europa, o l’iconico tetto che fluttua sul mercato del pesce di Sydney per cui sono stati impiegati ca. 1.800 m³ di abete rosso lamellare e oltre 50 tonnellate di acciaio. In ambito multipiani, invece, fra le ultime realizzazioni il Residence Ambassador, 107 appartamenti su 5 piani immersi nei boschi dei Monti Sibillini, a 1.400 m sul livello del mare, per un totale di circa 1.700 m³ di X-Lam, 400 m³ di legno lamellare, 2.500 m² di pannelli universali e 2.300 m² di copertura in legno; o EKOS, il più alto multipiano dell’Alto Adige, 5 piani per uffici costruiti esclusivamente in legno massiccio, la cui facciata è stata realizzata con l’antica tecnica giapponese “Shou Sugi Ban” che consiste nel carbonizzare con una fiamma la superficie del legno, per renderlo più resistente agli agenti atmosferici, all’attacco dei parassiti e all’acqua. 

“Nell’ultimo periodo – continua Rosatti – abbiamo assistito a una crescita di complessità dei progetti, non solo nei volumi, ma anche nei contenuti architettonici. A queste sfide abbiamo reagito elevando al massimo il livello di prefabbricazione e con risposte chiare sull’aspetto di valutazione del ciclo di vita dei materiali riutilizzabili”.  

Ogni anno, Rubner Grandi Strutture in legno investe in innovazione circa il 3% del fatturato annuo con l’obiettivo di consolidare sempre più la digitalizzazione di processi amministrativi, processi di ingegneria e processi produttivi, ma anche per trovare, per esempio, soluzioni che permettano un risparmio di materia prima a garanzia di una qualità del materiale costruttivo legno anche maggiore.  

“Nelle capitali o nelle grandi città assistiamo a un’enorme richiesta di studentati e RSA: in questo scenario, cruciale è un modello costruttivo ibrido tra legno calcestruzzo e cemento armato, per cui stiamo studiando soluzioni per costruire veloci con sistemi standardizzati che abbassino i costi e aumentino le qualità antincendio o acustiche in generale. Per il prossimo futuro prevediamo investimenti in tecnologie avanzate, l’inserimento di processi accompagnati dall’intelligenza artificiale e una costante formazione dei nostri collaboratori. Siamo convinti che il legno sia il materiale adatto a mitigare i cambiamenti climatici, ma sappiamo anche che la soluzione sta in un mix di materiali molteplici in grado di soddisfare tutti i requisiti costruttivi.” 

Oggi, costruire in legno significa non solo tecniche all’avanguardia, cantiere pulito e veloce, design ultramoderno e costi di gestione/manutenzione – a partire dal risparmio energetico – più contenuti, ma anche essere parte di un’economia circolare che non produce rifiuti e protegge attivamente il clima: un metro cubo di legno, infatti, è in grado di immagazzinare circa una tonnellata di CO2 dall’atmosfera.  

E-mail: holzbau.brixen@rubner.com
 

sito internet: https://www.rubner.com/it/costruzioni-legno/