Minore ucciso a Pescara, fermati due coetanei: sono figli di un avvocato e di un carabiniere

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(Adnkronos) – Ci sono due fermi per l’omicidio del minorenne, trovato morto domenica sera tra le sterpaglie nel parchetto Baden Powell, in via Raffaello, in centro a Pescara. Si tratta di due ragazzi, anche loro minorenni. L’accoltellamento sarebbe scaturito da una lite e sarebbe legata allo spaccio di droga che in quel posto imperversa. I fatti sarebbero avvenuti ieri pomeriggio, ma il corpo è stato rinvenuto in tarda serata.  

Il cadavere del ragazzo, di circa 16 anni, riverso sull’erba, presentava evidenti ferite da taglio. Massimo riserbo della Procura sull’accaduto, da cui trapela soltanto che “si tratta di un caso delicatissimo”. Il giovane ucciso, quindi, è del posto e non straniero come era trapelato in un primo momento. Indaga la polizia.  

 

La Questura di Pescara, in una nota, fa il punto dell’assassinio. La polizia è arrivata al intorno alle 21 dopo che “era stato segnalato l’accoltellamento di un ragazzo”. I due presunti autori dell’omicidio, apparterrebbero alla cosiddetta Pescara bene, sono stati già individuati, grazie a testimonianze e a telecamere di videosorveglianza della zona e a quanto si apprende sarebbero uno il figlio di un carabiniere e il secondo il figlio di un avvocato. “Sul post, – scrive la Questura – gli equipaggi della Volante hanno rinvenuto, nella parte retrostante del parco, in mezzo a dei cespugli dietro il campetto di calcio, il corpo privo di vita di un minore italiano, di 16 anni, con evidenti segni di ferite da taglio. Immediatamente è stata avviata l’attività investigativa”. 

“La vittima sarebbe stata attirata in una zona non sorvegliata retrostante il parco e poi colpita ripetutamente con un’arma da taglio nelle parti vitali”, aggiunge la Questura. 

I sommozzatori dei vigili del fuoco, arrivati all’alba da Ancona, hanno scandagliato, questa mattina, sul presto e per alcune ore, il tratto di mare che a Pescara si trova davanti al ristorante ‘Croce del sud’ per cercare l’arma con cui è stato assassinato il giovane. I sub hanno cercato, anche tra la scogliera, il coltello con cui sarebbe stato compiuto il delitto, ma non sarebbe stato trovato nulla. 

 

Tre accoltellamenti, di cui due molto gravi e uno sfociato nell’omicidio di ieri, hanno segnato gli ultimi fine settimana, dagli inizi di giugno, a Pescara. Un 18enne è stato accoltellato, nella notte tra l’8 e il 9 giugno, dopo una serata di divertimento, quando, con altri amici, stava per lasciare un locale da ballo, uno stabilimento balneare del lungomare, in Viale della Riviera, alle 4 di mattina. E’ stato ricoverato in prognosi riservata. E in Rianimazione era finito, una settimana prima, il primo giugno, un 37enne dopo aver ricevuto un fendente all’addome da un 39enne. Tra i due era nata una discussione per una donna. Si erano quindi azzuffati fuori da un bar ed era saltato fuori il coltello. L’ultimo episodio, quindi, ieri con la morte dell’adolescente.