Gaza, Commissione Onu accusa Israele e Hamas di crimini di guerra

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(Adnkronos) – Sia Israele che i gruppi armati palestinesi con Hamas nella Striscia di Gaza hanno commesso crimini di guerra dall’inizio del conflitto nell’enclave palestinese dopo l’attacco del 7 ottobre in Israele. L’accusa, anche di crimini contro l’umanità per Israele nel contesto delle operazioni a Gaza, arriva da un rapporto del Consiglio per i diritti umani dell’Onu. 

“E’ un imperativo che tutti coloro che hanno commesso crimini ne rispondano”, ha detto la presidente della Commissione d’inchiesta sui Territori palestinesi occupati, la giurista sudafricana Navi Pillay, che ha chiesto a Israele di porre fine all’azione militare nella Striscia.  

Israele è accusato di crimini di guerra che includono l’uso della fame come metodo di guerra, attacchi deliberati contro civili e obiettivi civili, violenza sessuale, tortura e trattamenti inumani o crudeli. 

Pillay ha anche chiesto la fine degli attacchi da parte dei gruppi armati palestinesi contro Israele e il rilascio di tutti gli ostaggi. La Commissione elenca attacchi contro civili, tortura, trattamenti inumani e crudeli e presa di ostaggi come crimini di guerra commessi dal braccio armato di Hamas e altri sei gruppi armati. “La presa d’ostaggi costituisce un crimine di guerra”, ha rimarcato Pillay. 

Durante l’attacco di Hamas del 7 ottobre in Israele morirono circa 1.200 persone e altre 250 vennero prese in ostaggio. Circa 120 persone sono tuttora nelle mani di Hamas. Israele ha risposto a quell’attacco lanciato una massiccia offensiva militare a Gaza, dove – secondo le autorità di Hamas – si contano più di 37.000 morti. 

Hezbollah ha annunciato la morte di un suo alto comandante in un attacco aereo israeliano nel sud del Libano: Taleb Abdullah, della città di Aadachit, nel sud del Libano, è stato ucciso “sulla strada di Gerusalemme”, ha reso noto la milizia alludendo ad un attacco israeliano, spiega il Times of Israel. 

Abdullah è stato ucciso nella città costiera di Jouaiyya, circa 25 chilometri a nord del confine con Israele. Il giornale Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, ha riferito che almeno altre quattro persone sono state uccise nell’attacco. Nella sua dichiarazione, Hezbollah si è riferito ad Abdullah come a un comandante, espressione usata molto raramente per indicare un esponente di alto grado. L’unico altro agente indicato come comandante è Wissam al-Tawil, il vice capo della forza d’élite Radwan, ucciso a gennaio. 

Sono circa 170 i razzi lanciati da questa mattina in risposta al raid dal Libano in direzione del nord di Israele, riporta quindi il Times of Israel che, citando i militari israeliani, riferisce di almeno altri 70 razzi lanciati contro l’area del monte Meron. Non ci sono notizie di feriti. 

Aerei da combattimento israeliani hanno quindi colpito le infrastrutture di Hezbollah a Yater, nel sud del Libano, utilizzate per effettuare i bombardamenti missilistici di questa mattina sul nord dello Stato Ebraico, ha reso noto l’esercito israeliano, aggiungendo che nei raid è stato colpito anche un lanciarazzi utilizzato ad Hanine. 

Circa 10 razzi sono stati lanciati nell’ultimo attacco di Hezbollah nella zona di Zar’it, affermano i militari, portando il numero totale di razzi lanciati oggi dal gruppo terroristico ad almeno 170. L’Idf aggiunge che alcuni dei razzi lanciati su Zar’it sono stati intercettati dalle difese aeree e non ci sono feriti. 

L’esercito israeliano ha poi confermato di aver effettuato l’attacco aereo di ieri sera a Jouaiyya uccidendo l’alto comandante di Hezbollah. Abdullah comandava l’unità Nasr di Hezbollah, una delle tre divisioni regionali nel sud del Libano. L’unità è responsabile della regione tra il Monte Dov e l’area di Bint Jbeil. Secondo l’IDF, si tratta del comandante di Hezbollah di più alto grado ucciso durante i combattimenti in corso.  

Abdullah – risporta il Times of Israel – è stato l’artefice di numerosi attacchi contro il nord di Israele negli ultimi otto mesi, soprattutto contro la città di Kiryat Shmona e altre città e postazioni dell’esercito nell’Alta Galilea e nella zona delle alture del Golan. Abdullah è stato coinvolto nel tentato rapimento del 2005 a Ghajar e, nella guerra del 2006 in Libano, è stato il comandante dell’area di Bint Jbeil. L’esercito ha pubblicato il filmato dell’attacco, in cui sono stati uccisi altri tre miliziani di Hezbollah. 

“Intensificare l’intifada” di fronte alle operazioni delle forze israeliane. Hamas incita così i palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme Est dopo la denuncia del ministero della Salute dell’Autorità palestinese sulla morte di sei persone in un blitz dei militari israeliani nei pressi di Jenin. Hamas ha denunciato l’operazione a Kafr Dan, accusando Israele di “delirare nel credere che i massacri in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza porteranno i palestinesi ad abbandonare la decisione di resistere davanti alla barbarie e al fascismo e difendere la loro patria e i luoghi sacri”. 

Per Hamas, riporta il giornale palestinese ‘Filastin’ legato al gruppo, i “crimini” israeliani “rafforzeranno solo la determinazione della popolazione e della resistenza nel seguire il percorso verso la sconfitta dell’occupazione e il ritiro dei coloni”. Hamas parla di “brutalità dell’occupazione criminale a Jenin e Ramallah”, di una “lunga storia di crimini atroci”. 

Su Kafr Dan i militari israeliani hanno riferito di un’operazione “antiterrorismo” nell’area. Altri quattro palestinesi, compreso un comandante di Hamas, sono morti un giorno prima in un’altra operazione nei pressi di Ramallah. 

Gli aerei dell’Idf hanno attaccato e distrutto oltre 30 obiettivi terroristici di Hamas a Rafah, nella Striscia di Gaza, durante la notte, inclusi tunnel, edifici militari, terroristi armati, lanciarazzi e altro ancora. 

L’esercito ha operato nell’area della città meridionale dell’enclave palestinese, dove ha localizzato e distrutto numerosi edifici con trappole esplosive, ucciso diversi terroristi armati e localizzato e confiscato attrezzature da combattimento terroristiche, aggiunge l’Idf. 

Intanto il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, ha parlato con il Ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant per congratularsi con lui per il salvataggio di quattro ostaggi detenuti nella Striscia di Gaza. I due hanno anche discusso degli sforzi di “de-escalation delle tensioni lungo il confine tra Israele e Libano sulla scia dell’accresciuta aggressività degli Hezbollah libanesi”, aggiunge il comunicato. Lloyd ha ringraziato Gallant per “il sostegno di Israele al cessate il fuoco e all’accordo sugli ostaggi”.  

“Ho parlato oggi con il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant per congratularmi con lui per il salvataggio di quattro ostaggi israeliani – ha scritto il segretario alla Difesa Austin su X – e per evidenziare le mie preoccupazioni per le tensioni lungo il confine tra Israele e Libano in seguito alla crescente aggressione degli Hezbollah libanesi. Ho ribadito il sostegno degli Stati Uniti all’accordo globale sul cessate il fuoco e sugli ostaggi, e abbiamo concordato che spetta ad Hamas accettare l’accordo”.